Che cosa vi viene in mente quando pensate a birra Baladin? C’è un elemento, un tratto caratterizzante, un fil rouge che lega le ricette di birrificio Baladin, dall’ormai storica Isaac, la prima nata, alla recente Roxa: la speziatura.

Una vera e propria tradizione per Baladin, che rievoca antiche birre e che, dal 1996 ad oggi, ha affezionato il palato di tanti bevitori e appassionati di birra artigianale attraverso bouquet aromatici affascinanti e inediti.

Un percorso tra i profumi fortemente voluto da Teo Musso, che fin dai suoi primi passi da birraio decise di caratterizzare le gran parte delle sue ricette con le spezie. Altri scelgono di identificare le proprie birre con le note amaricanti o tropicali del luppolo; un ingrediente essenziale per la produzione della birra, introdotto nel XVI secolo come conservante naturale, ma che per la filosofia Baladin passa in secondo piano rispetto alle più antiche tradizioni birrarie legate alle spezie, come l’utilizzo di fiori, resina e radici.

 

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Le spezie interpretate dalle birre Baladin

Oggi per il birrificio le spezie sono un modo per raccontare il mondo e, allo stesso tempo, esaltare le materie prime italiane. Pensate a due etichette celebri del birrificio: la Nora e la Nazionale. Si tratta, rispettivamente, della birra che ricorda l’Africa, speziata con la resina della pianta della mirra e zenzero, e della prima birra 100% italiana, prodotta esclusivamente con materie prime italiane e speziata con bergamotto e coriandolo. Due birre completamente diverse, una ispirata ai profumi dei mercati egiziani o marocchini e l’altra dedicata all’Italia e alle sue materie prime. In entrambi i casi, però, la spezia è un ingrediente fondamentale, che completa il senso della ricetta.

Considerate anche che gli stili di birra belga, gli stessi che spesso Baladin interpreta dai suoi esordi, sono fortemente caratterizzati dalle spezie. La Wayan, per esempio, saison caratterizzata da cinque cereali e nove spezie diverse, tra le quali cinque tipi di pepe. O la celebre blanche di Baladin, la Isaac, riconoscibile per il coriandolo e la scorza d’arancia.

E tra le birre molto aromatiche come non ricordare le diverse Nöel, birre dedicate al Natale con cacao, caffè, liquirizia o la Rock’n’Roll che, lontana dalla tradizione belga (reinterpreta infatti le american pale ale), che deve il suo carattere alla forte impronta pepata. Birra one shot è, la Radicale 158, realizzata con luppolo selvatico, resine e radici, con l’aggiunta di cariofillata, tarassaco e genziana maggiore. Una sperimentazione, ottenuta grazie ad antiche tecniche di foraging, ma anche una provocazione al mondo birrario: più amara di una double IPA (Indian Pale Ale), contiene in realtà una piccola quantità di luppolo.