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Amber Ale: lo stile di birra che piace a tutti

In Caratteristiche della birra

La birra Amber Ale è tra le più apprezzate da tutti gli amanti dell’inimitabile bevanda a base di malto d’orzo e luppolo. Ma quali sono le sue caratteristiche principali? Quali sono le sue origini?


Amber Ale: lo stile di birra che piace a tutti. Le Amber Ale, o American Amber Ale, sono moderne birre americane di produzione artigianale, prodotte come variazione delle American Pale Ale, ma di colore ambrato. Appartengono a una categoria di birra prodotta con una maggiore percentuale di malto ambrato rispetto alle Golden Ale. Si tratta di una birra né chiara, né scura, in cui viene utilizzato un lievito ad alta fermentazione, in prevalenza malto chiaro. Inizialmente sono diventate molto popolari in California, ma si sono poi rapidamente diffuse in tutta la nazione. Scopriamo meglio le sue caratteristiche.

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Le origini dell’Amber Ale

Le birre Pale Ale e le Strong Bitter venivano chiamate Amber Ale fino agli inizi del XX secolo, termine che sottolineava l’aggiunta di malto tostato e/o caramellato nelle birre prodotte in Inghilterra, per poi ottenere un colore ambrato che variava dal rame chiaro al marrone chiaro. Una tipologia di birra che viene quindi realizzata con una percentuale maggiore di malto ambrato rispetto alle tradizionali Ale chiare. Tuttavia, se viene aggiunta una piccola percentuale di malto alla tradizionale base Pale Ale, può esserci un colore leggermente più scuro, come accade con le Pale Ale irlandesi e britanniche.
Il termine Amber Ale, nonostante possieda origini inglesi, veniva utilizzato per indicare soprattutto le birre prodotte nell’America del Nord-America, ed è proprio per questo motivo che le Amber Ale vengono chiamate anche American Amber Ale; uno stile birrario nato da alcuni mastri birrai americani che, a causa della mancanza di ingredienti inglesi, impiegavano materie prime della loro terra durante il processo di birrificazione. Si parla, ad esempio di grani e diverse varietà di luppolo americano. Il risultato fu uno stile indefinito e dalle caratteristiche molto variegate.
Inoltre, considerando il periodo storico, quindi verso la fine degli anni ’70/inizio anni ’80, nel periodo conosciuto come “American Brewing Renaissance”, per i birrai e i gestori di locali, era molto più semplice classificare le birre in base al colore: Pallido, Ambrato, Marrone e Scuro, quindi vocaboli semplici e comprensibili da tutti, che consentivano un più facile ingresso nel mercato di queste tipologie birrarie. La prima a essersi “innamorata” delle Amber Ale fu la costa occidentale, in particolare la California Settentrionale e l’area del Nord-Ovest Pacifico, tanto che all’inizio, ma anche oggi, viene chiamata “West Coast Beer”, mentre, in alcuni Stati, è conosciuta come “Red Ale”.

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Caratteristiche e abbinamenti dell’Amber Ale

L’impressione generale dell’Amber Ale è di una birra artigianale ambrata e bruna-ramata, con versioni dry-hopping più torbide. Una birra luppolata e di media alcolicità con gusto di caramello e un equilibrio molto variabile tra malto e luppolo. La schiuma è di color avorio ed è presente in grandi quantità. Scopriamo ora, nel dettaglio, tutte le altre peculiarità.

Aroma

Si percepisce un aroma di luppolo da basso a moderato, con caratteristiche delle varietà americane e pacifiche, quindi sentori agrumati, floreali, speziati, di frutta tropicale, resina di pino, frutta matura con il nocciolo, frutti di bosco e/o frutta come il melone. L’aroma fruttato può variare durante la fermentazione e nell’utilizzo del processo di dry hopping, dove si può accentuare la proprietà amara. Il livello di malto varia da moderatamente basso a moderatamente alto, spesso con toni di caramello, che può sostenere, bilanciare o, in alcuni casi, nascondere il luppolo. Gli esteri, ovvero i composti volatili organici prodotti dalla reazione di esterificazione di un alcol o di un fenolo con acido carbossilico o un suo derivato, che si formano durante la fermentazione e la maturazione, variano da nulli a moderati, con una quantità e una qualità che dipendono dal tipo di lievito e dalla temperatura di fermentazione.

Gusto

Le note gustative delle Amber Ale variano dall’amaro equilibrato al dolce caramellato del malto, quest’ultimo presente in quantità che va da moderata a decisa. Al palato si rileva una corposità media con una carbonatazione medio-alta. La sapidità di luppolo varia da moderata ad alta con le tipiche caratteristiche delle varietà americane. L’amaro e il malto sono spesso ben bilanciati, ma può anche capitare che uno prevalga sull’altro. Gli esteri fruttati vanno da nulli a moderati, che solitamente si congedano con un retrogusto secco senza astringenza.

Abbinamenti gastronomici

La secchezza tipica dell’Amber Ale consente di ripulire il palato e di accompagnarla alla cucina etnica, speziata e piccante, ad esempio quella indiana, thailandese e messicana. È perfetta anche in abbinamento a primi piatti strutturati, secondi di carni rosse al forno e grigliate, barbecue, salsicce alla griglia, pollo alla griglia e agnello arrosto. L’accostamento è ottimo anche con formaggi erborinati, formaggi freschi, o a pasta dura (Cheddar e Gouda) ma anche a taglieri di salumi vari. Per quanto riguarda i dolci, è consigliato l’abbinamento con la torta di noci pecan, a base di pasta frolla, glassa di sciroppo di mais e noci pecan, tipica della cucina del sud degli Stati Uniti d’America.

Consulta anche: “Come si produce la birra

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